Lettera@Tabaccologia
Pubblicato: 2022-09-21

La vexata quaestio sulla riduzione del danno

Medico Chirurgo Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni, perfezionato in Psicopatologia Forense, Tossicologia Clinica, Dipendenze Patologiche e Bioetica
Caporedattore di Tabaccologia; Medico Pneumologo, Bologna; Giornalista medico-scientifico

Caro collega,

ho letto il contributo tuo e di altri eminenti tabaccologi italiani a proposito dell’interferenza dell’industria del tabacco in campo medico, pubblicato su Quotidiano Sanità (QS) (1).

Io concordo. E grazie per averlo scritto.

Non mi sono mai fatto sponsorizzare dall’industria del tabacco o da entità a essa collegata, né lo farò in futuro. E la linea deve essere quella lì, almeno in un macrocontesto, ossia come politica sanitaria.

Purtuttavia, trovo nello scritto in parola una stonatura, io credo dovuta all’esigenza di dare un messaggio a senso unico, di salute pubblica più che di contenuto clinico. Ma io, come sai, curo persone che devono e vogliono smettere di fumare, a me interessa la clinica.

La stonatura riguarda la clausola, intelligente e laica, contenuta al punto 6 della prima pagina nel position paper pubblicato su Tabaccologia (2), che non mi risulta sia stato mai abiurato. Tale clausola riguarda i fumatori difficili, quelli che non smettono nonostante cure ortodosse e assidue, per i quali sarebbe previsto eccezionalmente (in tal senso la chiamo clausola) un intervento di riduzione del danno non su larga scala, ma individuale, tailored, esclusivo, per quel paziente lì, insomma!

Clausola intelligente e realistica. E laica, io dico.

Ebbene la clausola sparisce nel pezzo di QS! Ma QS è rivolto a professionisti della salute! Non a chiunque! E dunque la si poteva anche non epurare, a mio avviso.

Prendi questa mia chiosa “a caldo” come chiosa disinteressata di un cultore della materia, che non prescrive certo tabacco riscaldato a propri pazienti tabagisti privati, ma nemmeno draconianamente lo boccia come strumento sussidiario, temporaneo, tollerato (ma non prescritto e nemmeno incoraggiato), in casi particolarmente difficili di pazienti tabagisti irriducibili che la sigaretta elettronica o il tabacco riscaldato se lo stanno già svapando per conto loro quando approdano a me.

Se tu mi rispondessi mi farebbe piacere.

Grazie dell'attenzione.

Fulvio Fantozzi

Medico Chirurgo Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni, perfezionato in Psicopatologia Forense, Tossicologia Clinica, Dipendenze Patologiche e Bioetica ✉ fantibus@libero.it

RISPOSTA

Gent.mo Fulvio,

ti ringrazio per la tua incoraggiante e stimolante lettera anche a nome dei firmatari della lettera inviata al Quotidiano Sanità (QS) per controbattere e stigmatizzare essenzialmente:

  1. l’indecente ed eticamente riprovevole malcostume di accettare sponsorizzazioni per congressi medici da parte delle multinazionali del tabacco (Big Tobacco)... “Dracula che sponsorizza la banca del sangue”. Semplicemente inaccettabile! Non si scende a patti con chi continua a seminare lutti, dolori e morti. Per un caso analogo inviammo come Società Italiana di Tabaccologia (SITAB) una lettera al QS e alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) invitando quest’ultima a una maggiore sorveglianza e rigore;
  2. l’altro motivo del nostro intervento su QS è relativo alla vexata quaestio della riduzione del danno, unico motivo della presenza (ovviamente interessata) dell’industria del tabacco al Congresso di Cardiologia in questione e a tutti gli altri eventi di formazione medica in cui Big Tobacco cerca di “intrufolarsi”. A proposito dei nuovi prodotti del tabacco, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Istituto Superiore della Sanità (ISS), col supporto della numerosa letteratura scientifica, ci ribadiscono che l’imperativo è smettere di fumare e non continuare a farsi del male, tutto ciò soprattutto in un’ottica di sanità pubblica.

Diverso è invece il discorso declinato in termini di riduzione del danno, in un setting antifumo e in pazienti selezionati, e dopo aver esperiti tutti gli approcci di counseling e farmacologici che le linee guida ci mettono a disposizione. Pertanto, lo spartiacque è e deve essere chiaro: no, a una pubblicità e a un utilizzo a tappeto sulla popolazione generale, urbi et orbi; sì, al possibile utilizzo in setting specialistici antifumo, in pazienti particolarmente problematici. E questa è anche la posizione di esperti e Società Scientifiche, fra cui la SITAB, espressa al punto 6 del position paper sui nuovi prodotti del tabacco e pubblicato su Tabaccologia nel 2018 a cui facevi riferimento: “Tutti i prodotti che contengono nicotina e i derivati del tabacco costituiscono un rischio per i giovani, soprattutto se dovesse prevalere la falsa informazione che essi sono poco dannosi. Inoltre, essi possono costituire il primo passo verso il consumo di tabacco da fumo. La ‘riduzione del danno’ con prodotti meno dannosi del fumo di tabacco non può essere considerata una politica di salute pubblica applicabile alla popolazione generale, ma un intervento individuale, praticato da esperti, in casi selezionati non rispondenti alle cure e in setting sanitari specialistici” (2).

Cordiali saluti,

Vincenzo Zagà

Caporedattore di Tabaccologia; Medico Pneumologo, Bologna; Giornalista medico-scientifico ✉ v.zaga@tabaccologia.it

References

  1. D’Argenio P, Gallus S, Gorini G, Cattaruzza MS, Mangiaracina G, Bodini L. L’industria del tabacco e i medici. Lettere al Direttore. Quotidianosanità.it. 2022. Publisher Full Text
  2. Baraldo M, Boffi R, Carrozzi L, Cattaruzza MS, Chiamulera C, Dell’Olmo M, Società Italiana di Tabaccologia (SITAB), European Network for Smoking and Tobacco Prevention (ENSP), Comite National Para la Prevention del Tabaquismo (CNPT), Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri-Italian Thoracic Society (AIPO-ITS), Fondazione Vita e Salute, Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SITI), Agenzia Nazionale per la Prevenzione (ANP), Agenzia di Tutela della Salute di Monza e Brianza, Azienda Socio Sanitaria di Vimercate (MB), Gruppo promotore per l’Endgame in Italia, Associazione Italiana per lo Studio della Tosse (AIST), Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML), Società Italiana per l’Ipertensione Arteriosa (SIIA), Società Italiana di Farmacologia (SIF), Società Italiana di Tossicologia (SITOX). Position Paper: Nuovi prodotti del tabacco. Documento di consenso di Società Scientifiche e di Esperti. Tabaccologia. 2018; XVI(2):17-9.

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Fulvio Fantozzi

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Vincenzo Zagà

Caporedattore di Tabaccologia
Medico Pneumologo, Bologna
Giornalista medico-scientifico

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